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La Societa > Storia
01) - COME E' NATO IL CENTRO GIOVANILE CARD. SCHUSTER E L'IMPOSTAZIONE SPORTIVA
02) - FINALITA' E MOTIVAZIONI
03) - STRUTTURA POLIVALENTE
04) - DOPO IL CONCILIO: QUALI SVILUPPI
05) - ATTREZZATURE E PROGRAMMA SPORTIVO
06) - INDICAZIONI PER L'IMPOSTAZIONE DELLE SCUOLE SPORTIVE AL CENTRO SCHUSTER
07) - IL LUNGO CAMMINO E L'IMPEGNO ATTUALE
08) - I MERITI DEL CENTRO SCHUSTER
09) - LE DIFFICOLTA'
10) - PRESENZA UMILE MA SIGNIFICATIVA
11) - IL CENTRO OGGI
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3 - STRUTTURA POLIVALENTE
a) - Collaborazione dei Genitori
Anche nello sport alcuni Genitori sono portati a vedere solo i problemi della propria squadra, del proprio figlio, della Sezione in cui lavorano.
Manca in loro una conoscenza più completa di tutta l'attività del Centro, degli aspetti organizzativi generali e degli sforzi che vengono fatti per attuare il progetto educativo cristiano proprio del Centro Schuster.
Accade cosi' che qualcuno pensi di organizzare in modo autonomo il proprio settore, ignorando i problemi generali del Centro, quasi considerandolo un "gestore" di strutture, che affitta "spazi" alle varie scuole e sezioni.
Un simile modo di vedere il Centro Schuster travisa la natura stessa e le finalità statutarie di quest'opera giovanile.
Esistono certamente difficoltà a gestire un'opera sportiva polivalente e sembrerebbe più semplice utilizzare il Centro Schuster concedendo ad ogni Scuola e Sezione una completa autonomia organizzativa ed economica.
Proposte in questo senso sono state fatte nel passato, ma ogni volta che ci si e' spinti verso un decentramento, si è poi tornati verso un sano accentramento, tipico delle realta' ecclesiali, sentito come una necessita profonda per garantire le finalità stesse del Centro e per attuare una Comunità Cristiana.
E' normale che nei "nuovi" Consiglieri, ed anche in alcuni "vecchi" Responsabili, esista una fluidità di fare in tal senso.
Per aiutare a capire e a superare la paura o le preoccupazioni di portare avanti un'opera di promozione umana che richiede molti sforzi organizzativi senza perdere di vista la finalità formativa, è necessario tener sempre presente l'urgenza della formazione e la indispensabilità dei Laici: in modo particolare l'apporto del Presidente del Centro Schuster, della Segreteria, dei Presidenti di Sezione e dei Delegati delle Scuole Sportive e dei Responsabili dei "servizi d'accoglienza" e degli ANIMATORI Sportivi.
L'attività sportiva non può essere un fatto individuale o di un piccolo gruppo di Dirigenti appassionati; chiama in causa l'intera società.
Il Centro Schuster non può essere una vera opera educativa se non e' socialmente aperto alla Famiglia.
Serenamente dobbiamo constatare che parecchie volte non è facile creare una vera collaborazione con i Genitori. I casi di incomprensione, di disinteresse ed anche i casi di aperto contrasto da parte delle famiglie, possono derivare da un mancato aggancio. Vanno compresi i Genitori che si "ribellano" se non trovano spazio per far giocare il proprio figlio.
E' vera d'altra parte che molti di questi Genitori non partecipano mai alla programmazione ed alla organizzazione dell'attività sportiva dei loro figli.
Che cosa si deve fare per "agganciare" i Genitori? Per responsabilizzarli? Inoltre come tutelare l'iniziativa e l'attività dell'Istruttore e della Direzione? Che cosa fare per superare non soltanto l'incompetenza, l'indifferenza, l'incomprensione e l'ostilità più o meno latente, ma anche l'eccesso opposto ed altrettanto dannosa del "mammismo" dei Genitori che assillano i ragazzi ed intralciano l'opera dei Dirigenti.
L'unica maniera per superare questi due estremismi ed aiutare i Genitori ad acquisire una esatta coscienza del problema sportivo e di coinvolgerli direttamente nell'iniziativa.
Va detto francamente che, per intraprendere questa strada, occorre da parte degli Istruttori uno sforzo psicologico, per superare paure, gelosie, prevenzioni; occorre allargare il proprio orizzonte individuale per aprirsi socialmente, accettare di non essere gli unici protagonisti dell'avventura sportiva..
Dopo tutto chi ama veramente lo sport non può non desiderare la fine dell'epoca del pionierismo sportivo, per quanto gloriosa, meritevole e anche affascinante possa essere stata.
Per concludere va ribadito il nostro convincimento che non è più possibile dar vita ad iniziative sportive, genuine sul piano culturale-educativo e solide sul piano sociale, senza coinvolgere i Genitori.
Oggi non è più concepibile un Dirigente ed un Tecnico sportivo che non avvertano l'esigenza di integrare la loro azione specifica con tutte le componenti sociali della realtà in cui operano, a cominciare dai responsabili primari dell'educazione, i Genitori. D'altra parte vi sono dei momenti organizzativi nei quali è necessario lasciare ai Dirigenti ed ai Tecnici una vera liberta d'azione, una autentica autonomia.
Scoprire e definire queste specifiche competenze molte volte non è facile, comunque, non è possibile lasciare ad una Consulta Genitori la decisione della capacità tecnica del giocatore, della formazione di una squadra e tanto meno permettere di interferire nella conduzione di una partita.
Dirigenti e Tecnici, mentre sono persuasi della necessita della partecipazione dei Genitori, chiedono alle Famiglie "fiducia" nella loro attività e dichiarano di essere sempre disponibili per un dialogo.
b - Missione degli Istruttori e degli Animatori Sportivi
Ogni Istruttore, oltre alla conoscenza tecnico-sportiva, deve essere convinto dei valori educativi dello sport e deve essere capace di far scoprire ai giovani i valori fondamentali, per realizzare armonicamente il proprio essere, nei loro rapporti con gli altri e nel mondo in cui vivono.
Per "aiutare" gli Istruttori, il Centro Schuster mette a fianco di ogni Istruttore un Animatore Sportivo.
1. l'Istruttore e l'Animatore Sportivo devono ascoltare la voce dei ragazzi, almeno dei più grandi, che hanno il diritto di esprimere il loro parere sia a riguardo dell'attività sportiva, sia del campionato. La formazione umana si attua "giocando assieme";
2. l'Istruttore e l'Animatore Sportivo devono essere testimoni dell'uomo completo che conduce a Dio la realtà temporale dello sport;
3. ogni Istruttore nell'ambito della propria scuola è responsabile della preparazione e della conduzione di tutta l'attività e dipende solamente dalla Direzione;
4. ogni mese tutti gli Istruttori parteciperanno ad una riunione per una verifica dei programmi e per un perfezionamento tecnico-educativo;
5. un Istruttore non può ammettere alle lezioni alcun ragazzo privo del documento d'iscrizione e deve segnalare alla segreteria le assenze prolungate;
6. Istruttore ed Animatore Sportivo devono attenersi agli orari programmati all'inizio dell'anno;
7. il programma agonistico è di competenza del Consiglio della Scuola sentito il parere degli Istruttori;
8. le convocazioni per le partite devono essere consegnate in Segreteria almeno tre giorni prima;
9. deve essere una caratteristica della nostra Scuola non emarginare alcun ragazzo ed organizzare per tutti un'attività agonistica adatta alle capacita dei ragazzi impegno sopratutto dell'Animatore Sportivo;
10. ogni Istruttore ed Animatore Sportivo deve aver cura del materiale sportivo. La disponibilità delle attrezzature e delle sale è di competenza esclusiva della Segreteria, che deve dare spazio ugualmente a tutti gli iscritti.
c) - La Direzione: presenza della Compagnia di Gesù
L'attività sportiva, cosi come oggi si prefigura in quasi tutte le società sportive, porta le caratteristiche degli stessi miti propostici dal mondo in cui viviamo: l'efficientismo, il divismo, il tecnicismo, la selezione, il guadagno.
Più nulla di umano perchè si è messa da parte la nozione di "creatura" di Dio, di "figlio di Dio".
Lo sport ripropone su altri piani le medesime differenze sociali di ogni giorno: ricco e povero, prepotente e debole, figlio del dirigente e figlio del dipendente, raccomandato e emarginato. Anche le piccole Società sportive copiano esattamente gli stessi modelli delle grandi Società del mondo sportivo ufficiale: chi è tecnicamente dotato va avanti, ha il diritto alle attrezzature sportive, chi non vale ed avrebbe maggior bisogno di fare delle sport, è messo da parte:
il "dio-risultato" e l'idolo al quale tutto si sacrifica.
Affinchè queste carenze attuali dello sport siano superate, perchè nessuno venga emarginato, perchè il ragazzo non sia un "oggetto" appartenente alla Società sportiva, perchè non venga ceduto, imprestato, lasciato da parte senza riconoscergli alcuna possibilità decisionale, la Direzione sente sempre più il dovere di educare i giovani alla liberta cristiana e sente sempre più il bisogno di avere vicino dei Genitori Educatori e dei Tecnici Educatori attenti a tutti questi problemi per fare della nostra Scuola sportiva un autentico SERVIZIO SOCIALE SPORTIVO.
Tutti devono ammettere che non è facile avere uomini "completi" anzi alcuni dissociano per principio l'attività tecnico-sportiva dall'impegno educativo secondo Cristo.
La Compagnia di Gesù ha la convinzione che solo Cristo considera i giovani parte integrante della società e non solamente elementi marginali di una "società di adulti".
Perciò qualunque attenzione verrà data a questi giovani, Gesù la reputerà fatta alla Sua Persona.
I giovani non sono strumenti di gloria, ma persone di cui bisogna saper accettare il contributo, molte volte modesto, tutto quello che possono dare.
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04) - DOPO IL CONCILIO: QUALI SVILUPPI
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